Prima gli italiani.

"Prima gli Italiani" non deve diventare solo uno slogan fine a sè stesso, ma deve essere anche la guida per politici e amministratori per dare una svolta alle continue discriminazioni subite dai nostri concittadini, sia dal lato culturale, lavorativo e soprattutto sociale.

A riguardo, degno di rilevanza è l'art. 3 comma IV d.p.R. 445/00, nel quale si chiede, per ottenere contributi economici (di ogni genere, da sussidi all'assegnazione della casa popolare), che l’extracomunitario certifichi la sua patrimonialità, mobiliare e immobiliare, nel paese d’origine. Il certificato dovrebbe quindi essere rilasciato dalla competente autorità dello stato estero, da cui proviene il soggetto, tradotto nella nostra lingua dall’autorità consolare italiana in quel paese che, di conseguenza, ne attesta la conformità. Procedura complessa, ma che sarebbe l'unica soluzione per equiparare italiani e stranieri nel ricevere i benefici. Tuttavia tale D.P.R. è rimasto inapplicato in quasi tutti i comuni d'Italia, fatta eccezione per alcuni piccoli comuni  (ad esempio Vigevano, Mortara, Tolentino) dove l'applicazione di tale normativa ha portato sia un significativo risparmio per  l'ente amministrativo, sia  un migliore servizio alla comunità locale, a fronte di una drastica riduzione di richieste di sussidi da parte dei lavoratori extracomunitari.

Infatti, certificando i redditi anche agli extracomunitari, la precedenza per gli alloggi va agli italiani, dunque va a chi ha veramente bisogno di accedervi,  oltretutto senza toccare il portafoglio dei contribuenti. Sarà quindi cura di una realtà come Orizzonte Ideale, da sempre promotrice degli interessi degli italiani a fronte delle continue discriminazioni, far sì che, in nome della legalità, del diritto e dell'uguaglianza di trattamento, venga rispettata tale delibera, alla faccia di perbenisti e benpensanti.

Luca Folegani

in: Italia/Mondo
29 Novembre 2017