Cosa bolle in Europa?

Ascoltando i Tg e leggendo le notizie delle ultime settimane, non ci si può non accorgere di un fatto che sta sostanzialmente modificando la situazione politica non solo dell’Italia ma dell’Europa intera: la rinascita di un sentimento fortemente sovranista, nazionalista e identitario.

I grandi pensatori politici progressisti e intellettuali radical chic ci ripetono continuamente, h24, che il rinvigorirsi dei sentimenti nazionalistici non è altro che un male; dipingendo scenari da Repubblica di Weimar o da 1938.

Va bene che il Vintage è tornato di moda ma a tutto c’è un limite.

Quello a cui stiamo assistendo in Europa è una risposta naturale dei Popoli ad una situazione divenuta insopportabile, caratterizzata da Élite e speculatori sia economici che politici che hanno passato anni a riempirci la testa su quanto fosse conveniente e giusto che i cittadini dell’Unione Europea contribuissero in termini sociali ed economici alla sopravvivenza di un sistema multiculturale e globalista che si è tradotto in una cancellazione della propria identità e ad una sostanziale restrizione delle libertà a favore di un arricchimento delle casse sovranazionali che hanno giovato poco o nulla agli Stati membri.

Per tutta risposta, gli abitanti dei Paesi UE hanno iniziato a ricercare una stabilità e un ritorno alla normalità (e spesso al buonsenso), riponendo la loro fiducia in quei partiti nazionalisti e sovranisti che i pensatori “à la page” definiscono “populisti”; che fanno cioè gli interessi del Popolo e non di chi tiene i cordoni della borsa a Bruxelles.

Tutto questo si è concretizzato in risultati elettorali mai pensati prima: un governo Övp-Fpö in Austria, riproposizione del governo del 2000 che vide l’entrata nel governo del partito di Haider ma con una connotazione fortemente più a destra soprattutto nell’azione del partito “centrista” Övp, l’affermarsi dell’AfD in Germania che ha conquistato un grande risultato alle ultime elezioni tedesche, mettendo in crisi la Cancelliera Angela Merkel che riuscì a strappare un accordo con la Spd di Shulz per il rotto della cuffia e il boom della Lega di Matteo Salvini, ormai divenuto partito a tutti gli effetti nazionale e non più locale e regionalista, che ha portato all’alleanza di governo con il Movimento 5 Stelle, dando vita al primo governo apertamente Eurocritico del Continente.

Questi risultati elettorali però sono solo una minima parte del cambiamento che sta avvenendo in Europa; un antipasto delle elezioni europee dell’anno prossimo.

Infatti stiamo assistendo ad una evoluzione; i partiti da sempre demonizzati dalla stampa e dai politici Liberal, stanno cambiando pelle per rispondere non più ad una “testimonianza politica e ideologica” ma ad una esigenza che proviene dal basso, cioè dai cittadini che chiedono pragmatismo e azioni concrete, anche secondo il motto “law & order”.

E l’esempio lampante è la trasformazione del partito di Marine Le Pen, quel Front National arrivato a un soffio dalla Presidenza allo scorso giro elettorale, riuscendo a mietere consensi tra quelle classi sociali che per anni sono state usate e mai ascoltate dalla Droite e dalla Gauche, ha cambiato pelle ed è stato ribattezzato Rassemblement National.

Un nuovo partito che non dimentica le sue origini ma punta ad essere più inclusivo e a dar voce a tutti coloro che si riconoscono nei valori dell’Identità e della Sovranità.

Manca poco meno di un anno alle prossime elezioni europee ma già si vede come i movimenti e le strategie politiche andranno a modificare in modo radicale questa moribonda Unione Europea.

L’antipasto è servito, tra poco arriverà la portata principale.

 

Davide Corsini

in: Italia/Mondo
04 luglio 2018