Teoria Gender: perché Cosentino ha ragione

Ha destato molto scalpore la mozione che il Consigliere Regionale della Lombardia Giacomo Cosentino ha presentato martedì scorso nell’Aula di Palazzo Pirelli.

I media locali e nazionali non solo hanno riportato la notizia ma hanno addirittura messo in atto una campagna contro il Consigliere Regionale che, fortuna loro, è una persona dotata di grande ironia e con le spalle grosse.

D’altronde ci si aspettava un clamore del genere; quando si toglie il velo di ipocrisia da un mondo roseo che viene dipinto, bisogna tener conto degli attacchi.

Magari proprio da quelle persone che parlano di Libertà, Diritti e Tolleranza per tutti.

Ma cosa ha fatto esattamente Cosentino?

Ha detto l’ovvio. Un atto rivoluzionario oggi come oggi.

Ha semplicemente tenuto un intervento articolato, provato da fatti di cronaca che dimostrano quanto la “Teoria Gender” (che nulla ha a che fare col mondo omosessuale) sia pericolosa e chiedendo alla Regione di agire, attraverso degli impegni come la cancellazione delle diciture “Genitore 1 e 2” dai documenti ufficiali e pubblici.

Nulla di discriminatorio.

Intervento dal quale, ovviamente, è stata estrapolata una sola frase “Vai a letto uomo e ti svegli donna”.

Diciamocelo, se si leggesse una frase così a tutti verrebbe da ridere. Peccato fosse inserita all’interno di un contesto molto più approfondito. Un contesto, come quello attuale, dove esistono Paesi in cui si sperimenterebbero farmaci per alterare il patrimonio ormonale di pazienti minori con disforia di genere, come già sarebbe successo in Inghilterra.

Oppure il caso del certificato di nascita a New York, dove oltre a “Maschio e Femmina”, verrebbe aggiunta l’opzione “X”, lasciando libertà ai genitori di decidere se il proprio figlio debba essere trattato da maschio, da femmina o altro. Indipendentemente dalla conformazione corporea.

Della serie “Deciderà lui”.

Oppure i famosi “giochi di ruolo” che alcuni istituti comprensivi europei avrebbero deciso di organizzare, dove ai maschietti si chiederebbe di provare a essere femminucce.

Quando si parla di “lotta alla Teoria Gender”, non si parla di “discriminazione sessuale” o “politiche contro la comunità Lgbt”, come già spiegato da Cosentino, ma di una lotta contro un modo di agire sulla libertà individuale.

Non sarebbero politiche atte a diminuire la discriminazione, ma atte a cancellare l’Identità.

E in un periodo storico come questo, se una Comunità abbandona la propria Identità, non potrà fare altro che soccombere sotto i colpi di una Identità molto più determinata e forte, soprattutto dal punto di vista Culturale.

Questo ci fa capire come mai ci siano tanti omosessuali contrari alle teorie portate avanti dalla Teoria Gender e contrari alle politiche dell’attivismo Lgbt.

Per il semplice fatto che ormai è palese a tutti che queste pratiche non sono battaglie per garantire più diritti a una comunità ma un modo per cancellare l’Identità e uniformare i soggetti, indebolendo la società in cui si vive a favore di politiche consumistiche.

Persone tutte uguali, senza Identità, che possono tranquillamente essere manipolate dalla Società. Una Società senza più radici o riferimenti culturali, basata sul Consumo e sul Mercato e quindi più facilmente influenzabili.

Ognuno deve essere libero di vivere la propria sessualità come meglio crede, assecondando le proprie inclinazioni ma questo non vuol dire che si debba imporre una certa visione del mondo, “educando” in un modo assolutamente sbagliato i soggetti, soprattutto se più deboli.

in: Italia/Mondo
13 ottobre 2018