25 Aprile sempre più divisivo e politico. Ha ancora senso celebrarlo?

Anche quest’anno il 25 Aprile è stato attorniato da polemiche, dichiarazioni, rivendicazioni, giudizi storici estemporanei.

Il tutto con una spruzzata di “attualità dell’antifascismo” che non fa mai male, viste (dove?) le orde nere minacciose che marciano sulle nostre città. Ma in effetti, da persone che vedono il fascismo anche nella “difesa della figura naturale del papà”, come dice Michela Murgia, diciamo che non possiamo attenderci nulla di diverso.

Proprio per questo non voglio commentare il 25 Aprile nel suo ruolo storico, ma accetto la sfida di chi vuole contestualizzarlo al giorno d’oggi, e proverò a ragionare sull’attualità della festa della “Liberazione”.

Il primo passo per comprendere un qualsiasi fenomeno è osservarlo, quindi osserviamo le celebrazioni del 25 Aprile di quest’anno e vediamo cosa è successo:

Modena:

  • imbrattata la stele dedicata al Vicebrigadiere dei Carabinieri Celso Viglino, eroe della Resistenza, durante il corteo nelle vie del centro. Disegnata una falce e martello e la scritta “Infami assassini merde” con la A di anarchia.

  • Deturpata la lapide che ricorda le vittime delle foibe e gli esuli giuliano dalmati.

  • Imbrattate le vetrine del centro storico (Benetton, Vodafone ecc) con scritte inneggianti alla lotta di classe e all’anarchia.

  • Scritte sui muri del centro contro Salvini e contro i centri di identificazione per gli immigrati.

Milano:

  • Scintille tra centri sociali e attivisti dei 5 stelle: un attivista del Movimento è stato strattonato e buttato per terra per diversi metri, al grido di “voi qui non potete starci”.

  • Tensioni anche tra militanti PD e 5 stelle, con i primi che hanno allontanato i grillini, accusati di non aver aderito al corteo inizialmente e quindi di non aver “prenotato” il loro spazio.

  • Insulti al deputato Fiano (PD) fischiato da militanti antisionisti.

  • Insulti anche ai rappresentanti della Brigata Ebraica, contestati al grido di “Palestina libera, Palestina rossa!” a cui i primi hanno risposto cantando “bella ciao”. Da ormai 5 anni la Brigata Ebraica è contestata pesantemente, tanto che anni fa si era quasi arrivati allo scontro fisico da parte di attivisti filo-palestinesi.

  • Offese a Salvini e alla Lega da parte di svariati esponenti politici che hanno sfilato.

Roma:

  • La Brigata Ebraica ha sfilato separatamente dal resto del corteo ufficiale, per evitare tensioni e insulti, nonostante le mediazioni del PD.

  • Il presidente dell’ANPI paragona il governo e i populisti al Fascismo

  • Gli studenti dichiarano che “siamo qui contrastare Matteo Salvini e questo governo di Fascisti”

  • Il Sindaco Raggi viene contestata dal palco anche quest’anno, al grido di “buffona!”

Udine: contestato il Sindaco Fontanini, alla guida di un'amministrazione di centrodestra, e l’assessore Ciani, in due diverse commemorazioni, da parte di esponenti sindacali.

Pavia: contestato il relatore ufficiale della celebrazione, il rettore dell’università di Pavia, Fabio Rugge, per dissidi interni al fronte delle sigle di sinistra.

Grosseto: contestato dalle sigle studentesche il sindaco Colonna per la sua presenza al corteo. Tensioni anche tra gli studenti e gli altri partecipanti alla manifestazione, che li hanno accusati di essere squadristi, impadronendosi della testa del corteo davanti anche ai partigiani ancora in vita.

Viterbo: contestazioni tra appartenenti ad associazioni d’arma e il presidente dell’ANPI, accusato di fare campagna elettorale contro Salvini dal palco anziché celebrare la Liberazione.

Trieste:

  • Anpi non partecipa alle celebrazioni istituzionali con le autorità per dissidi col sindaco Dipiazza, ma organizza un presidio separato.

  • Fischi alle autorità e al presidente della Regione Fedriga al loro passaggio davanti al corteo dell’Anpi.

  • Tra le altre bandiere sfilano anche i tricolori con la stella rossa nel mezzo, simbolo di occupazione di Trieste da parte dei partigiani jugoslavi.

Lentate sul Seveso (MB): il Sindaco organizza solo la deposizione della corona al monumento ai caduti, senza corteo, e viene insultato pesantemente sui social, inoltre viene imbrattato il Comune.

Siena: contestato e fischiato il sindaco De Mossi dai partecipanti al corteo, sia durante la sfilata che durante il discorso dal palco.

Verona:

  • contestato e fischiato il sindaco Sboarina durante la manifestazione ed il discorso dal palco

  • tensioni tra manifestanti e studenti, dovute alle diverse modalità di contestazione al Sindaco.

Bergamo: striscione che apre il corteo cita “combatti la Lega”, mentre poco dopo, il Sindaco Gori, contesta alla Lega di non aver aderito alla manifestazione. Chissà come mai…

Insomma, calato nell’attualità, si osservano dissidi tra manifestanti, monopolio politico della manifestazione, imbrattamenti e vandalismi, nonché contestazioni al Governo, sia ai pentastellati che alla Lega, criticando i primi per la loro partecipazione e i secondi per la loro assenza….

In quale altro paese si osserva una festa nazionale così divisiva? Si contesta chi non partecipa perché “la festa deve essere di tutti”, ma poi, alla prova dei fatti, diventa una festa di pochi, per lo più di persone che brandiscono drappi rossi e affibbiano patenti di antifascismo stupide e inattuali.

Alla luce di tutti questi episodi da eterna guerra civile alimentata dagli antifascisti militanti di professione, non serve andare nelle radici storiche per squalificare questa “festa” e per farla diventare sempre più invisa agli italiani.

Leslie G. Mulas

in: Italia/Mondo
27 Aprile 2019