Bolsonaro. Il favorito alle Presidenziali del Brasile

Sessantatré anni, origini italiane, leader del partito Social-Liberale, Jair Bolsonaro è il favorito a diventare il nuovo presidente del Brasile.

Ex militare ed ex deputato, si dipinge come un outsider della politica, puntando su un’immagine da uomo di ordine e rigore; per questo motivo in molti lo seguono. Rappresenta colui che concretamente potrebbe riportare ordine nel Paese.

La sua campagna, sviluppatasi in modo massiccio anche sui social, è stata incentrata sulla lotta alla classe dirigente precedente e in particolare sui disastri che l’ex Presidente Lula, ora in carcere, ha commesso. 

Rimasto vittima di un accoltellamento che avrebbe dovuto eliminarlo dalla corsa, gli ha dato ancor più slancio mediatico.

Conservatore nella politica sociale, Liberista nella politica economica, per analizzare la sua figura non è possibile ricorrere al pro o contro.

Le polarizzazioni in politica non possono valere perché se ad alcuni Bolsonaro non piace perché “filo americano” o favorevole alle privatizzazioni, dall’altra parte però è fortemente conservatore su tematiche etiche e sociali e ha promesso l’estradizione di Battisti.

Come ogni fenomeno politico è complesso e nella sua complessità bisogna capirlo ed evitare di buttare via il bambino con l’acqua sporca.

Jair Bolsonaro è un ex paracadutista, deputato dal 1991, tra i suoi cavalli di battaglia si trova la volontà di liberalizzare il mercato delle armi, porre delle forti limitazioni all’immigrazione, porre uno stop alla legislazione pro aborto, mettere un freno alle leggi sui diritti omosessuali, favorevole alla pena di morte e all’uso del pugno duro contro la corruzione.

Per quanto riguarda le tematiche economiche, Bolsonaro è favorevole alla privatizzazione di molte imprese statali e porre quindi un argine alle ingerenze dello Stato nell’Economia.

La ricetta piace e si vede. Infatti sono tematiche che fanno presa su quel ceto medio stremato dalla classe dirigente progressista che ha governato il Brasile fino ad oggi.

Ma non è solo il programma a mietere consensi; è anche il lato social di Bolsonaro. Molto attivo su Twitter e su Facebook, pare essere il politico brasiliano più seguito.

Strategia che funziona. Basti pensare a Trump o a Salvini.

Forse anche per questo è stato soprannominato il “Trump brasiliano”; ma ancor di più per lo slogan scelto: “Il Brasile prima di tutto. Dio prima di tutto” che ricorda molto quell’America First di due anni fa. Tanto che, pare, anche Bannon abbia recentemente espresso apprezzamenti per Bolsonaro.

Non si può dire che sia un moderato ma di fronte ad un Paese travolto dagli scandali, dalla corruzione e dalla crisi, forse i Brasiliani cercheranno qualcuno che possa avere il pugno duro e ridare quell’ordine che solo un ex militare può dare.

Vedremo se da domani il Brasile svolterà o se continuerà con la politica di Lula e Dilma.

 

Davide Corsini

in: Italia/Mondo
28 ottobre 2018