I Gilet gialli finiranno per aiutare Macron?

La scorsa settimana è tornata a farsi sentire la voce dei Gilet gialli; con addirittura una manifestazione delle donne del movimento di protesta in Piazza della Bastiglia.

Una manifestazione di donne e non femminista, come hanno tenuto a precisare le organizzatrici.

In questi giorni però circola sulla stampa una voce secondo la quale il movimento dei Gilet gialli si stia organizzando in modo più strutturato per riuscire ad arrivare alle elezioni Europee con una propria lista.

Alcuni degli esponenti avrebbero affermato che si tratterebbero solo di congetture, dato che il movimento trova proprio la sua forza nell’essere trasversale. Però una voce c’è e continua a susseguirsi.

Un eventuale partito nato dalle proteste di piazza dei Gilet gialli potrebbe piacere ai più; simbolo di una realtà politica nata realmente dal basso, dalle periferie e dalle campagne, contro i simboli dell’Austerity e delle regole di Bruxelles. Insomma, un movimento che ha infiammato la Francia, che ha messo in crisi Macron e che potrebbe sovvertire l’Establishment europeo.

Tanta bella retorica idealista. Ma le cose potrebbero non essere così rosee. Anzi.

Alcuni analisti hanno ipotizzato la reale possibilità che un eventuale partito dei Gilet gialli non porterebbe maggior potere alla causa “Populista” europea ma anzi potrebbe, per assurdo, avvantaggiare Macron.

Questo perché la rabbia e le richieste delle periferie e delle realtà agricole francesi non troverebbero più rifugio in partiti come il Rassemblement National di Marine Le Pen o nella France Insoumise di Mélenchon ma creerebbero un contenitore tutto loro che pescherebbe voti dai principali partiti di opposizione, andando così ad aiutare involontariamente la formazione En Marche o quello che ne sarà da qui alle Europee.

Il rischio quindi sarebbe quello di una frammentazione dell’elettorato “Populista” che ridarebbe ossigeno alle formazioni più filoeuropeiste.

Una formazione politica dei Gilet gialli sarebbe quindi un grande errore, soprattutto in un periodo come questo che vede un Rassemblement National in testa ai sondaggi e un Macron che sprofonda sempre più.

 

Davide Corsini

in: Italia/Mondo
08 Gennaio 2019