Macron in crisi. La caduta del Re Sole

Per diversi giorni giornali e media hanno cercato di ridimensionare una protesta che sta mettendo in seria difficoltà Macron.

Fosse successo negli Stati Uniti, ci avrebbero tempestato con immagini di folle oceaniche, proteste sovrumane, sit-in come se piovesse.

Ora che le dimensioni del dissenso sono ormai diventate mastodontiche, risulta impossibile limare ciò che sta avvenendo e soprattutto quello che le manifestazioni stanno mostrando non solo alla Francia ma all’Europa tutta: un grande malessere sociale.

Per chi non si fosse ancora informato, in questi giorni la Francia è attraversata da centinaia di migliaia di manifestazioni di protesta dei cosiddetti “gilet gialli”, cioè gruppi di cittadini che manifestano contro il caro benzina voluto dal governo di Emmanuel Macron, soprannominati così per il giubbino catarifrangente che indossano gli automobilisti.

La protesta è partita dalle zone rurali ma si è già propagata a macchia d’olio in tutta la Francia con sit-in, manifestazioni, blocchi degli Champs Elysees e tentativi di avvicinamento all’Eliseo.

La portata della protesta è data anche dalle centinaia di feriti e arresti, oltre alla tragica morte di una delle manifestanti.

Ciò che sta accadendo in Francia è però sintomo di un malessere generale che sta dilagando tra la popolazione ormai divenuta insofferente verso Monsieur le President.

Macron sempre più in difficoltà. Sia nel Governo, con le continue dimissioni dei propri ministri, sia nei sondaggi che lo vedono sprofondare addirittura al 25%.

Non una bella situazione, visto che da qui a sei mesi ci saranno le elezioni europee.

L’immagine che ne esce è di un Macron ben lontano dagli sfarzi e dal senso di onnipotenza e di trionfo del post elezioni. Ma di un uomo nervoso e irrequieto.

Un giorno invoca “più Europa”, il giorno dopo se ne esce con attacchi verso l’Italia, il giorno dopo ancora raccoglie sberle da altri Capi di Stato. Come nel caso dell’ultimo incontro con Trump che lo ha stroncato sulla proposta di un esercito unico europeo.

Macron sarebbe dovuto essere il salvatore dell’Eurozona e l’argine ai populismi col suo fare giovanile, il sorriso affabile, il suo non essere né carne né pesce; fedele all’Unione Europea.

Invece la “stella di Bruxelles” si sta offuscando ben prima del previsto e nemmeno in una maniera decorosa sotto lo scontento sempre più crescente del popolo che ricorda molto i focolai che portarono alla caduta della Monarchia Assoluta.

Con una non piccola differenza: nel 1789, le spinte che fecero cadere la Monarchia, sono le stesse che muovono gli uomini di questa Europa; coloro che hanno spinto Macron.

Sic transit gloria mundi.

 

Davide Corsini

in: Italia/Mondo
18 novembre 2018