Nervosismo, lo spettro che si aggira per l’Europa

Un nuovo spettro si aggira per l’Europa. Il nervosismo.

Nell’ultimo periodo stiamo assistendo a delle scene surreali. Esponenti dell’Establishment europeo che attaccano senza sosta il Governo italiano, frasi al vetriolo, insulti, fino ad arrivare alle dichiarazioni politiche fatte per alterare i Mercati e influenzare lo spread.

Tutte attività che ai tifosi di Bruxelles suonano come musica alle loro orecchie e sperano in una crisi di governo per rovesciare quella che secondo loro si tratta solamente di un’anomalia elettorale.

Piccolo inciso: piaccia o no, questo Governo è stato voluto dagli elettori e come tale dovrebbe essere lasciato libero di governare. Poi, se l’alleanza governativa Lega-5Stelle si dovesse schiantare, la si lasci schiantare.Solo dopo si deciderà cosa fare.

Tornando al tema principale, l’Unione Europea sta manifestando un certo nervosismo nei propri palazzi.

Ultimo esempio in linea temporale è il battibecco che si è consumato l’altro giorno al Parlamento Europeo tra Nigel Farage e Antonio Tajani.

Tajani stava intervenendo dal suo scranno di Presidente del Parlamento Europeo affermando che l’Unione Europea ha sconfitto il Nazismo e il Comunismo.

Per tutta risposta l’Eurodeputato Nigel Farage si è messo a ridere.

A quel punto, un po’ innervosito, Tajani lo ha richiamato con un certo piglio rimproverandogli che non rispetta il diritto di parola.

Farage non si è scomposto e ha risposto a tono, come solito fare da vero inglese quale è.

Tralasciando il piccolo particolare che il primo embrione di Unione Europea è nato solo dodici anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, questo episodio potrebbe essere sintomo di un fatto ben più eclatante. In Europa serpeggia un certo nervosismo.

E a ben vedere. A Bruxelles sono sostanzialmente attaccati su tutti i fronti.

Da una parte devono combattere con un governo, quello italiano, che non abbassa più la testa e non accetta più passivamente le direttive dell’Unione Europea; tanto da arrivare come risposta a influenzare l’andamento dei Mercati con dichiarazioni politiche per mettere in crisi l’Italia.

Notizia degli ultimi giorni è infatti la denuncia di due giornalisti contro Moscovici che, pare, abbia turbato i mercati attraverso dichiarazioni politiche preventive contro il Decreto di Economia e Finanza dell’Italia.

Dall’altra devono far fronte alla crisi elettorale dei filo europeisti in ogni parte d’Europa.

Non esiste appuntamento elettorale infatti in cui i partiti filo-europeisti non prendano una batosta o subiscano un calo dei consensi.

Il più clamoroso è il risultato in Baviera, dove per la prima volta la CSU, alleata della CDU, non riesce ad ottenere la maggioranza; vedendo un aumento dei Verdi e della destra dell’AfD.

Anche nel nostro piccolo si registra questa tendenza. Settimana scorsa con le elezioni in Trentino-Alto Adige abbiamo potuto constatare come questa china sia ormai consolidata.

Forza Italia, ad esempio, ha registrato un misero 1%. Paga anche, forse, la linea troppo anti governativa e filo europeista che ha intrapreso in questi ultimi mesi.

Una linea che pare estremista, europeisticamente parlando, arrivando sembra, a tifare per la crisi dei Mercati e dell’impennata dello spread; tacciando il Governo di essere un pericolo per la stabilità del Paese se continua sulla strada della guerra a Bruxelles.

Strategia però, a ben vedere, discordante rispetto a pochi anni fa, quando ad essere sotto attacco era il Governo Berlusconi. Ma questo è un altro capitolo.

Insomma, c’è grande nervosismo e le elezioni Europee si avvicinano sempre più. La data del redde rationem avanza a grandi passi, come avanza a grandi falcate la cavalcata dei partiti euroscettici e sovranisti che potrebbero cambiare gli equilibri al Parlamento Europeo.

 

Davide Corsini

in: Italia/Mondo
27 ottobre 2018